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Marzo 2008
CONVEGNI E INCONTRI

Archivi e biblioteche ai tempi del web 2.0

Archivi e Biblioteche: potere, utenti, tecnologie Un importante luogo di confronto e scambio di esperienze sul rapporto tra mondo archivistico-bibliotecario, utenti e nuove tecnologie: questo è stato il breve ciclo genovese costituito dalla presentazione del libro di Linda Giuva, Stefano Vitali e Isabella Zanni Rosiello " Il potere degli archivi" e dal seminario "Archivi e biblioteche ai tempi del web 2.0" (Genova, 7-8 febbraio 2008).

Il seminario di studio si è concentrato sul significato di web 2.0 - termine spesso inflazionato - applicato al mondo dell'informazione culturale.

La giornalista di Totem Carola Frediani ha introdotto i lavori spiegando quali caratteristiche è andato assumendo il web negli ultimi anni. Da un lato, gli utenti usufruiscono dei contenuti, ma anche partecipano alla loro creazione e condividono le proprie risorse; dall'altro il web offre delle piattaforme che, con applicazioni semplici e immediate, simili a quelle sui pc in locale, facilita questa partecipazione.

Come applicare questo alle biblioteche? Secondo Bonaria Biancu, una library 2.0 deve sfruttare le nuove tecnologie partecipative e cominciare a introdurre dei cambiamenti negli strumenti che già possiede, come hanno fatto la Library of Congress, che ha creato su Flikr un proprio profilo, o l'Università di Berkeley, che ha messo su YouTube i video delle sue lezioni. Si può iniziare con i cataloghi in linea, per esempio indicizzandoli perché siano rintracciabili da Google, unendo i cataloghi dei libri e delle riviste, linkando a risorse digitali.

Stefano Vitali, dell'Archivio di Stato di Firenze, ha spostato l'attenzione sugli archivi : ai tempi del social web , cosa significa pensare il patrimonio archivistico e i siti web come uno strumento di costruzione, raccordo, interazione di e per la comunità? Alcune esperienze interessanti sono, tra le altre, l'archivio digitale del Michigan Technology University Archives e il progetto sulla storia delle migrazioni verso la Gran Bretagna.

Sicuramente non sono realistici gli scenari che, con l'avvento del digitale, prevedono la chiusura degli archivi e delle biblioteche o la sparizione dei documenti cartacei, tuttavia perché le biblioteche e gli archivi assolvano al loro compito istituzionale di servizio alla comunità è necessario che conoscano e sfruttino le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, che facciano proprio uno spirito innovatore, che si aprano al marketing culturale: non come fine, ma come mezzo per riportare gli utenti ai "luoghi della conservazione" e farli riappropriare dei documenti che conservano come strumento per costruire la propria storia.

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