Il saggio ha per oggetto i lavoratori della società Nebiolo di Torino nel secondo dopoguerra, visti attraverso la prospettiva di una fonte che presenta ancora molte potenzialità: le schede del personale operaio. Scopo dello studio è contribuire a definire, attraverso l'analisi di alcune variabili come l'occupazione, il turnover, le qualifiche, le carriere, le residenze e i legami con il quartiere operaio, le caratteristiche anagrafiche, da un lato il profilo professionale e sociale dei dipendenti e dall'altro il mercato interno del lavoro, le relazioni industriali, la storia di un'impresa simbolo di Torino.
Complessivamente emerge l'immagine di una grande azienda metalmeccanica in controtendenza con gli andamenti del periodo. Infatti benchè si sia di fronte ad una generale dequalificazione del lavoro, testimoniata soprattutto dalla Fiat, alla Nebiolo la maggioranza delle maestranze è molto qualificata, anche quando è giovane; anche se i quartieri operai stavano scomparendo, il legame tra lavoratori Nebiolo e il quartiere Aurora è ancora forte, e, nonostante l'ingresso di immigrati dal Sud Italia, oltre il 50% dei lavoratori sono torinesi.
Università degli Studi di Torino
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Facoltà di Scienze Politiche
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Corso di laurea in Scienze Politiche
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Lingua: Italiano
Dopo un inquadramento storico sulla formazione manageriale in Italia e ai cambiamenti intervenuti in relazione ai contesti sociali e di mercato sempre più dinamici in cui le imprese si trovano operare, la ricerca affronta il caso dell'Isvor Fiat nel trentennio 1972-2002. Utilizzando la teoria della complessità, l'autore tenta una lettura dei momenti che hanno portato il Gruppo Fiat ad avviare un programma di formazione per le alte dirigenze.
Avvalendosi di una grande quantità di documenti scritti e iconografici inediti, provenienti dagli archivi storici e fotografici dei famigliari, l'autrice cerca di far conoscere la storia della sua famiglia che abbandò la Svizzera per l'Italia, dando origine al cotonificio. In particolare si sofferma sulla figura di Napoleone Leumann, artefice del Villaggio operaio di Collegno conosciuto come Borgata Leumann, che si impegnò anche nell'aiuto ai derelitti, ai più disagiati. Nella seconda parte del volume Renzo Miglio ha provveduto a raccontare attraverso 108 fotografie la storia della Borgata ancora oggi viva e vitale.
Fondato il 16 novembre del 1852, quando una convenzione tra Governo e il Municipio di Torino trasforma l'antica scuola civica "per misuratori" (geometri) in "Regio Istituto Tecnico di Torino", l'istituto Sommelier ha svolto fino ad oggi un importante ruolo nella formazione economico-giuridica e amministrativa.