Le iniziative tese alla salvaguardia e alla valorizzazione dell'archeologia industriale hanno fatto emergere la consapevolezza che il valore di questo patrimonio è strettamente legato al progetto: architettonico e urbanistico, ma anche culturale, economico, imprenditoriale. La scarsa efficacia delle politiche di salvaguardia e la difficoltà di affrontare la questione del riuso dipendono spesso dalla scarsa cooperazione tra le diverse discipline implicate nel progetto. Il volume testimonia l'intenso dibattito negli ultimi anni sui valori dell'eredità archeologico-industriale, presenta uno stato dell'arte della ricerca e delle esperienze positive nella progettuale attenta alla conservazione, al recupero ed alla valorizzazione del patrimonio industriale italiano.
Catalogo che raccoglie gli scatti legati a tematiche riguardanti il mondo del lavoro di dieci fotografi. I temi sviluppati sono diversi: persone al lavoro in fabbriche, nelle botteghe artigiane, nelle saline, architettura ed archeologia industriale.
Atti del XIII congresso del Comitato internazionale per la conservazione del patrimonio industriale (Terni-Roma, 14-18 settembre 2006)
Data:
2006
Tipologia: presentazione a convegno
Sito web www.ticcihcongress2006.net
Lingua: Italiano
Il convegno è dedicato al patrimonio industriale mondiale. Contiene alcuni contributi di carattere generale sul riuso delle architetture industriali, come "Città, villaggi e quartieri operai in Italia tra Ottocento e Novecento" di Augusto Ciuffetti (sessione A); "I paesaggi dell'industria", di Marco Trisciuoglio (sessione B); "Potenzialità di recupero degli edifici industriali dismessi", di Manuela Musto (Workshop 5).
Più specifici sul Nord-Ovest i ncontributi: "Il patrimonio industriale della Liguria. Un caso di studio: il progetto per la valorizzazione della Via dell'industria", di Sara De Maestri (sessione A); "Genova Cornigliano. Dallo sviluppo economico alla riqualificazione ambientale", di Roberto Tolaini (sessione B); "Il paesaggio industriale di Borgo Rossini a Torino: metodi per la conservazione e la valorizzazione del paesaggio industriale", di Manuel Ramello, Tullia Peirolo, Marcella Dalmasso e Alessandro Depaoli (sessione B); "Il comitato per la tutela delle OGM (Officine Grandi Motori)", di Dario Parigi, Giampaolo Ghignone, Francesco Lanzetti, Alberto La Porta, Morena Lo Duca, Giuliana Picca Garino, Iacopo Sassi (Workshop 1); "Metodi e strumenti per la conoscenza di un partimonio industriale: il caso di Morano sul Po'", di Clara Bertolini Cestari, Manuel Ramello, Gian Mario Rossino (Workshop 1); "Il villaggio di Ponzano Belaso e il quartiere Umberto I a La Spezia: proposte di recupero e valorizzazione", di Alessandra Maestro (Workshop 1); "La Fabbrica Borsalino di Alessandria. Il recupero parziale di un edificio industriale che ha segnato la storia della città", di Gianluca Ivaldi (Workshop 2); "Tecnologie di analisi e controlllo per l'innovazione, manutenzione e gestione compatibile dei siti del patrimonio industriale. Il caso dell'ex cotonificio Tabasso di Chieri" di Rossella Maspoli, Clara Bertolini Cestari (Workshop 2); "Proposte di riuso e valorizzazione dei siti delle Officine del Gas a Genova" di Cosmin Amato, Maurizio Bianchi, Barbara Ferreri, Enzo Firingeli, Eleonora Scelzi, Anna Testa ed Elisa Torti (Workshop 2); "La residenza nel recupero dell'area ex Tabasso di Chieri", di Luce Petruccioli (Workshop 5); "Per uno studio tipologico sulle architetture del tessile in Piemonte" di Michela Barosio (Workshop 9); "Ilva 2003. Storia e cicli produttivi" di Meri Valenti (Workshop 10); "L'industria chimica del Savonese: un partimonio da valorizzare" di Paolo Luciano (Workshop 11); "La gru galleggiante Maestrale e i suoi modelli. Permanenze di archeologia industriale nel porto di Genova" di Giulia Panizza (Workshop 13).
Archeologia industriale in Italia. Temi, progetti, esperienze. Atti dei convegni "Archeologia industriale. La conservazione della memoria" (Roma, 8-9 maggio 2003) e "Monumenti dell'archeologia industriale nel meridione d'Italia" (Lecce, 20 giugno 2003)
Data:
2005
Tipologia: presentazione a convegno
AIPAI Grafo
Lingua: Italiano
Primo volume de "I quaderni di patrimonio industriale".
Negli Atti del primo convegno, ad una parte dedicata a tematiche generali dell'archeologia industriale segue l'analisi di esperienze realizzate in questo settore in varie regioni italiane. Il secondo convegno è dedicato interamente all'archeologia industriale nell'Italia del sud. Da entrambi i contributi emerge come l'archeologia industriale non sia solo lo studio dei resti della civiltà industriale, ma anche storia delle techiche di produzione, ovvero l'"archeologia della produzione": l'archeologia industriale è un "terreno di pratica pluridisciplinare", utile allo studio della storia economico-sociale di un territorio.
L'opera è composta da due cortometraggi contenuti in un DVD e un opuscolo. Il tema del racconto è il progetto di recupero del grande edificio industriale di fine '800 denominato "edificio ad H". Esso rappresenta l'ultimo tassello di una più vasta struttura, oggi in gran parte demolita: le Officine Grandi Riparazioni delle Ferrovie dello Stato. Fu utilizzato in origine per la riparazione dei locomotori a vapore, e dagli anni Settanta destinato a centro raccolta delle macchine utensili dismesse.
Elio Vittonetto. Torino, forme e colori: Grandi Motori Fiat e Manifattura Tabacchi
Data:
2003
Tipologia: monografia
Torino
,
ELEDE
Lingua: Italiano
Il noto pittore torinese Elio Vittonetto dedica la sua opera anche agli interni di fabbrica e alle strutture industriali inserite all'interno del contesto urbano, in modo da conservarne il ricordo in chiave architettonica e civile. Qui sono riprodotte le sue opere su Fiat Grandi Motori e Manifatture Tabacchi.
Recensito in: "Bibliografiat. Saggi, studi, ricerche sulla Fiat (1997-2008)" a cura di Stefano Musso e Marco Bresciani, Archivio e Centro Storico Fiat e Storiaindustria.it
Il libro, arricchito da un ampio apparato di immagini, racconta la trasformazione del Lingotto da simbolo industriale a spazio sociale complesso. Il cantiere diretto da R. Piano, durato oltre 20 anni, ha convertito la destinazione d'uso della celebre fabbrica riflettendo una storia complessa di innovazione tecnologica e di sperimentazione di nuovi modelli di dialogo tra committenza, istituzioni, progettista e imprese, di nuove figure professionali e diversi rapporti di lavoro. L'edificio mantiene anche nella trasformazione tutta la sua complessità in cui le singole parti (l'aula magna, la bolla, la pinacoteca, l'auditorium, il centro fiere) continuano ad avere un ruolo centrale. Il volume raccoglie i documenti fondamentali del lavoro di ricostruzione e verifica delle informazioni reso possibile grazie agli archivi del Renzo Piano Building Workshop e riporta tutti i risultati di un cantiere che ha rinnovato il paesaggio della città.
Recensito in: "Bibliografiat. Saggi, studi, ricerche sulla Fiat (1997-2008)" a cura di Stefano Musso e Marco Bresciani, Archivio e Centro Storico Fiat e Storiaindustria.it
L'articolo segue le varie fasi della storia dello stabilimento Fiat Lingotto: nel 1916 Giovanni Agnelli si convince della necessità di far costruire uno stabilimento a "ciclo integrale", e nello stesso anno affida a Mattè Trucco la progettazione del nuovo stabilimento. Il 23 maggio 1923 il Lingotto è inaugurato, la produzione cessa nel 1982 e subito dopo si comincia a pensare ad un eventuale riuso: nel 1986 Renzo Piano riceve l'incarico di progettare il nuovo Lingotto, nel 1991 si apre il primo cantiere e nel settembre 2002 finiscono i lavori.