All'inizio del Novecento Borgo San Paolo si trova al di fuori dalla cinta daziaria torinese e ospita le officine di molte industrie: Lancia, SPA, Diatto, Bertone, Pinin Farina. Ma accanto ai grandi nomi i cortili delle case ospitano decine di boite artigianali che producono un pò di tutto: dagli stampi dei cioccolatini Talmone ai fiori di seta, dai gelati di Sanson alla birra di Boringhieri. Le autrici raccontano la vita di tutti i giorni degli operai metallurgici e delle loro famiglie in un quartiere storicamente operaio di Torino (conosciuto anche come "borgo rosso") attraverso le immagini e i ricordi di chi tra queste vie ha vissuto e lavorato.
Il volume rilegge in una prospettiva ambientale la storia dell'industrializzazione italiana, dalla ricostruzione postbellica agli anni Novanta, e ne mette in luce le conseguenze sul consumo delle risorse, le condizioni di vita e di salute delle popolazioni, gli assetti territoriali. Tra i casi di studio analizzati, si segnala in particolare quello di Cornigliano a Genova.
Il testo segue i vari "cambiamenti di indirizzo" della Fiat dalla prima (provvisoria), in Corso Re Umberto 11,
a Corso Dante, al Lingotto, a Mirafiori.
Intervento tenuto presso il Circolo dei Lettori di Torino con Vittorio Marchis e Luca Guglielminetti. Raccoglie poesie dedicate al mondo industriale - il lavoro in fabbrica, le fabbriche stesse, le morti bianche - ed alle novità da esso apportate. Contiene poi un testo di Alessandro Novelli dedicato al rapporto letteratura - industria ed il frammento di un brano ritrovato fra le carte di Cesare Pavese intitolato "Il sarto dimenticato".