Dopo i primi articoli pubblicati da Adriano Olivetti nel biennio 1919-1920 sul settimanale «L’Azione Riformista», gli studi di ingegneria al Politecnico di Torino non gli lasciarono troppo tempo da dedicare all’attività giornalistica, che, con l’avvento del fascismo, venne definitivamente accantonata. Dall’esperienza personale di capitano d’industria egli sviluppò le proprie riflessioni prima sull’organizzazione scientifica di un’impresa moderna, poi su quella del territorio a essa circostante e sugli interessi diretti e indiretti che la sua attività sembrava toccare. Lungo un percorso di circa venti anni, all’adesione nel 1919 alla Lega democratica per il rinnovamento della politica nazionale – costituitasi intorno a «L’Unità» di Gaetano Salvemini – seguirono numerose esperienze storiche e influenze teoriche, che arricchirono di consapevolezza e resero complesse le risposte formulate, infine, di fronte allo stesso problema: la crisi della democrazia rappresentativa. Il contesto storico degli anni Cinquanta si dimostrò poco propizio, ma senz’altro seminali furono i suggerimenti dispersi nel mondo culturale e politico italiano dal movimento da lui fondato.
Alla vigilia della fine della seconda guerra mondiale, Adriano Olivetti decide di impegnarsi nella costruzione di una democrazia autentica e rinnovata in Italia. Il suo progetto istituzionale parte dalle comunità territoriali, intese come unità di base della democrazia, per giungere alla proposta di una costituzione compiutamente federale. Nasce così una serie di impegni che Olivetti porta avanti fino alla propria morte nel 1960 (l’Ordine Politico delle Comunità, il Movimento Comunità, le Edizioni di Comunità). L’autore propone una rilettura della battaglia ideologica portata avanti da Adriano Olivetti in un momento politico particolarmente delicato.
Il Consiglio di gestione della Olivetti di Ivrea rappresenta un’esperienza eccezionale nel panorama italiano, frutto della peculiare concezione della funzione sociale dell'impresa e del rapporto tra fabbrica e comunità propria di Adriano Olivetti. L’autore ne ricostruisce la storia, evidenziando le tensioni tra gli interessi dei lavoratori e dell'impresa, i rapporti tra le diverse organizzazioni e culture sindacali, i momenti di svolta nelle politiche del personale, l'influenza della partecipazione sulle relazioni sindacali; il tutto sullo sfondo degli anni cruciali del miracolo economico e del completamento del processo di industrializzazione del paese. Basato principalmente sui fondi archivistici aziendali, il volume raccoglie in appendice interventi inediti di Adriano Olivetti e di altri grandi protagonisti dell'avventura eporediese e italiana di quegli anni, quali Arrigo e Roberto Olivetti, Franco Momigliano, Aurelio Peccei, Nicola Tufarelli, Bruno Visentini.
Materiale preparatorio all'esame di "Storia delle comunicazioni visive" A.A 2006-2007. Manifesti e cartelli infortunistici di aziende tra le quali Olivetti ed Italsider. Interni di alcuni musei dedicati all'industria, come il museo Alessi.
Materiale preparatorio all'esame di "Storia delle comunicazioni visive" A.A 2006-2007. Manifesti, annunci pubblicitari, copertine e pagine di riviste relative ad alcune industrie tra cui Olivetti, Ferrania e Acciaierie di Cornigliano.
Catalogo della mostra di prodotti Olivetti tenutasi a Castellamonte dal 13 giugno al 13 luglio 2008, organizzata dalla Casa Museo Famiglia Allaira. Contiene numerose schede con la descrizione dei prodotti, con l'intento di ripercorrere le tappe fondamentali della produzione Olivetti nel mondo delle macchine per ufficio, dai primi modelli prodotti industrialmente sino agli esempi di design della fine '900.
Modalità e risultati della contrattazione aziendale negli anni critici della trasformazione tecnologica e industriale dell'Olivetti, raccontati da un sindacalista d'impresa.